FEDERAZIONE ITALIANA DEI CIRCOLI DEL CINEMA (FICC)

La FEDERAZIONE ITALIANA DEI CIRCOLI DEL CINEMA (FICC)

dal 1947 aderente alla IFFS – International Federation of Film Societies

 

 

La FICC fu costituita informalmente nel settembre 1947 durante la Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, mentre la sua costituzione formale è datata 8 novembre 1947. Si è storicamente impegnata a sviluppare un movimento per la rappresentanza del pubblico, svolgendo opera di assistenza tecnica mediante pubblicazioni, corsi di formazione per animatori di Circoli, il reperimento e la distribuzione di film, il lavoro di coordinamento, i rapporti con Enti, Cineteche nazionali e internazionali. I fini e il campo d’azione della Federazione si sono venuti articolando nel corso di questi settanta anni di attività, attraverso il confronto continuo dei Circoli con i problemi posti dai mezzi di comunicazione alla società civile.

 

L’organizzazione del pubblico ha assunto un valore prioritario, come mezzo capace di favorire quei processi di liberazione indispensabili per ogni autentica e autonoma crescita individuale, collettiva e sociale.

 

Nel 1987  “cosciente dei profondi cambiamenti in atto nel campo audiovisivo, che minacciano una disumanizzazione completa della comunicazione, la Federazione Internazionale dei Circoli del Cinema (allora presente in 75 paesi), nel corso del 26° Congresso tenuto a Tabor (Cecoslovacchia) ha approvato all’unanimità” una

 

 

Carta dei diritti del pubblico

 

1. Il pubblico ha diritto di ricevere tutte le informazioni ed espressioni audiovisive. Il pubblico deve avere i mezzi per esprimersi e far conoscere i propri giudizi ed opinioni. Non vi sarà umanizzazione senza comunicazione.

2. Il diritto all’arte, all’arricchimento culturale, alla capacità di comunicazione, fonte di ogni mutazione culturale e sociale, è un diritto imprescrittibile. Esso è garante di una vera comprensione tra i popoli, solo mezzo di evitare le guerre.

3. La formazione del pubblico è la condizione fondamentale, anche per gli autori, per la creazione di opere di qualità. Solo la formazione del pubblico permette l’espressione dell’individuo e della collettività sociale.

4. I diritti del pubblico corrispondono alle aspirazioni ed alle possibilità di uno sviluppo generale delle facoltà creative. Le nuove tecnologie devono essere utilizzate per tale obiettivo e non per l’alienazione di massa.

5. Il pubblico ha diritto di organizzarsi in modo autonomo per la difesa dei propri interessi. Per raggiungere tali obiettivi, le associazioni del pubblico devono poter disporre di strutture e mezzi posti a disposizione degli enti pubblici.

6. Le organizzazioni del pubblico hanno diritto di essere associate alla gestione degli organismi di produzione e di distribuzione, sai dello spettacolo che dell’informazione, e di partecipare alla designazione dei responsabili di tali organismi.

7. Pubblico, autori ed opere non possono essere utilizzati per fini strumentali, siano essi politici, commerciali o altro. Nel caso di strumentalizzazioni, le organizzazioni del pubblico hanno diritto di esigere risarcimenti.

8. Il pubblico ha diritto ad una corretta informazione. Il pubblico rifiuta ogni forma di censura e di manipolazione; esso si organizza per far rispettare in tutti i massmedia la pluralità delle opinioni ai fini della propria realizzazione.

9. Di fronte alla mondializzazione della diffusione dell’informazione e dello spettacolo, le organizzazioni del pubblico si uniranno e lotteranno sul piano internazionale.

10. Le associazioni del pubblico rivendicano l’organizzazione di serie ricerche sui bisogni e lo sviluppo delle conoscenze del pubblico. Essi si oppongono, invece, a indagini strumentali, come le richieste sugli indici di ascolto e di gradimento.

 

 

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