PREFERIREI DI NO. DISOBBEDIENZA, RABBIA E PRATICHE DI REINCANTO NEL CINEMA

Martedì 13 settembre alle 20.45 al Circolo del Cinema Laboratorio28, in via montesanto 28, a Cagliari, prende avvio la rassegna Preferirei di no. Disobbedienza, rabbia e pratiche di reincanto nel cinema.


Il percorso della rassegna si propone come un attraversamento delle molteplici possibilità di dire e di agire il NO: la diserzione militare, la disobbedienza civile, la critica, la lotta politica, la rabbia e la rivolta, l’euforia di genere, l’autodifesa, la sottrazione e il sabotaggio, il travestimento e la dissimulazione, la creazione di reti relazionali differenti, l’autogestione e la cura, la memoria, l’immaginazione e la magia.

La proposta si articola così in una selezione di titoli di film e documentari capaci di offrire uno sguardo sul tema, ampliato nella sua prospettiva storica e geografica, e in una serie di incontri e un seminario di approfondimento su “Cinema e conflitti sociali”.

Apre la rassegna il film Cosa fare in caso di incendio di Gregor Schnitzler (Germania 2001) che, con i toni leggeri della commedia, ci immerge nella Berlino riunificata del nuovo millennio. Qui vivono i sei protagonisti del film che, dopo un decennio di lotta e militanza anarchica condivisa, si sono separati, seguendo ciascuno una propria strada. Una bomba, da loro costruita negli anni Ottanta, esplode, ferendo un’agente immobiliare e un funzionario di governo. Sono costretti così a ritrovarsi, fare i conti con il proprio passato e con quello che sono diventati.

Seguiranno tre film sulla diserzione: Per il re e per la patria di Joseph Losey (1964); Hannah Arendt di Margarethe Von Trotta (2012); XY Chelsea di Tim Travers Hawkins (2019). Tre titoli che si propongono come strumento di discussione dei diversi livelli di arruolamento cui si viene sollecitati.

Un tema che verrà sviluppato trasversalmente ai film è il rapporto tra legge e giustizia. Si proseguirà infatti con: Gli invisibili di Claus Rafle (2017), un lavoro a metà strada tra la finzione e il documentario, che racconta la storia di cinque persone sopravvissute nella Berlino nazista nascondendosi, in quanto ebree, grazie alla complicità di cittadini/e disobbedienti.

La strategia del nascondimento, della dissimulazione e del travestimento è ugualmente presente in diversi dei titoli proposti: Machan – La storia vera di una falsa squadra di Uberto Pasolini (2008); Sofia di Meryem Benm’ Barek (2018), che gioca con i pregiudizi dello spettatore occidentale stanandoli e costringendoli alla complessità. Si prosegue con tre film sulla rabbia, la rivolta, l’autodifesa: White dog – Sinfonia per Hagen di Kornél Mandruczo (2014); Pink Gang di Enrico Bisi (2010); I miserabili di Ladj Ly (2020).

Un percorso più esplicitamente storico che attraversa la lotta partigiana, gli anni Sessanta e Settanta, le lotte per ottenere migliori condizioni, per i diritti o per un mondo radicalmente altro, con il loro lascito, nel bene e nel male, prenderà avvio con la proiezione del film Inferru, alla presenza del regista Daniele Atzeni, il 29 novembre, e proseguirà con un calendario ancora in fase di definizione. E’ previsto inoltre un seminario, anch’esso in fase di costruzione, su Cinema e conflitti sociali.

La rassegna si concluderà con tre film e due incontri che si propongono come piccolo rituale di reincanto.

Se c’è un augurio che posso farvi è di non cadere mai nella trappola della rassegnazione e dell’accettazione: quasi sempre quella che si presenta come “la vita così com’è”, secondo un’espressione cara ai realisti (gente che in segreto ama la schiavitù) è una truffa

(Luca Rastello)

Le proiezioni si terranno secondo il calendario che potete scaricare qui. L’ingresso alle iniziative è libero con la tessera del circolo FICC 2022 del Circolo del Cinema Laboratorio28, il cui costo è di 5 euro.

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