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MARTEDì 22 FEBBRAIO 2011, ORE 20.30 : UN’ORA SOLA TI VORREI

Prosegue martedì 22 febbraio 2011 alle 20.30 in via Montesanto 28 a Cagliari, con la proiezione del film Un’ora sola ti vorrei di Alina Marazzi (Italia 2002, 55′), la rassegna cinematografica “FAMILY LIFE” organizzata dal Consorzio Kaisten e in collaborazione con il Circolo del Cinema Laboratorio Ventotto.

 

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FAMILY LIFE

15 Febbraio – 24 Marzo 2011

Prende avvio martedì 15 febbraio 2011 alle ore 18 con la proiezione del film Family life di Ken Loach (Gran Bretagna, 1971, 110′) la rassegna “FAMILY LIFE” organizzata dal Consorzio Kaisten e in collaborazione con il Circolo del Cinema Laboratorio Ventotto. La rassegna cinematografica, finanziata dall’Assessorato alla cultura della Provincia di Cagliari, affronterà i temi della genitorialità e della famiglia tradizionale in relazione alle nuove tipologie. Si esploreranno in particolare i temi del passaggio dalla famiglia nucleare a quelle monogenitoriali, allargate, patchwork, approfondendo le caratteristiche proprie di ciascuna di esse e ponendo particolare attenzione ai cambiamenti sociali ad esse correlate proponendo al pubblico una riflessione articolata e complessa sui modelli attuali della vita familiare quotidiana anche attraverso incontri pubblici di approfondimento sui temi proposti.

Contemporaneamente allo svolgimento delle attività di proiezione dei film e degli incontri pubblici che si terranno ad Area 3 si attiveranno laboratori per bambini per facilitare la partecipazione dei genitori agli incontri. Durante la rassegna verrà promossa la raccolta di foto di famiglia, al fine di allestire una mostra che anche attraverso le immagini renda visibile il cambiamento negli anni. Il primo incontro, dal titolo “Dinamiche familiari : la famiglia reale e la famiglia rappresentata” in programma il giorno 17 febbraio alle ore 18,00, prevede la partecipazione di Loredana Garau, Psicologa c/o distretto socio sanitario area vasta, UONPIA Asl Cagliari, sarà occasione per rflettere sul tema della comunicazione dei media in relazione al concetto ideale di famiglia rappresentato e la realtà vissuta quotidianamente. Nei successivi incontri si affronteranno i temi relativi alla presenza di un figlio con handicap con Laura Tedde, Neuropsichiatra c/o distretto socio sanitario area vasta, UONPIA Asl Cagliari, e dell’Associazione Diversamente Onlus. A chiusura del ciclo, l’incontro tenuto da Giuseppe Pilleri , curatore della Cineteca sarda della Società Umanitaria – CSC di Cagliari che esporrà la famiglia nei film amatoriali con particolare attenzione ai personaggi, interpreti e registi. Gli appuntamenti della rassegna inizieranno con il film Family life del regista Ken Loach e proseguiranno con Un ora sola ti vorrei, regia di Alina Marazzi, Kolya, regia di Jan Sverak, The mother regia di Roger Mitchell, Ladybird Ladybird regia di Ken Loach e Parenti serpenti regia di Mario Monicelli.

 

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MARTEDì 30 NOVEMBRE 2010, ORE 20.30 : VOGLIAMO ANCHE LE ROSE

Via Montesanto, 28 Cagliari – ore 20:30

Prende avvio martedì 30 novembre 2010 alle 20.30 in Via Montesanto 28 a Cagliari, con la proiezione del film Vogliamo anche le rose di Alina Marazzi (Italia, 2007, 85’), la rassegna cinematografica “FEMMINILE PLURALE. Il pensiero, il corpo, le relazioni, le lotte delle donne”, che si svolgerà tra novembre 2010 e gennaio 2011, organizzata dal Circolo del Cinema Laboratorio Ventotto e in collaborazione con il Centro di Documentazione e studi delle donne di Cagliari, Libreria delle donne di Milano, Arc Cagliari, Cineteca Sarda – Società umanitaria di Cagliari.

 

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FEMMINILE PLURALE – IL PENSIERO, IL CORPO, LE RELAZIONI, LE LOTTE DELLE DONNE

30 novembre 2010 – 28 gennaio 2011

Via Montesanto, 28 Cagliari – ore 20:30

Prende avvio martedì 30 novembre 2010 alle 20.30 in Via Montesanto 28 a Cagliari, con la proiezione del film Vogliamo anche le rose di Alina Marazzi (Italia, 2007, 85’), la rassegna cinematografica “FEMMINILE PLURALE. Il pensiero, il corpo, le relazioni, le lotte delle donne”, che si svolgerà tra novembre 2010 e gennaio 2011, organizzata dal Circolo del Cinema Laboratorio Ventotto e in collaborazione con il Centro di Documentazione e studi delle donne di Cagliari, Libreria delle donne di Milano, Arc Cagliari, Cineteca Sarda – Società umanitaria di Cagliari.

La rassegna cinematografica Femminile plurale. Il pensiero, il corpo, le relazioni, le lotte delle donne nasce da un desiderio, da un’urgenza, da un’ambizione: il desiderio di conoscere, confrontarsi, discutere attraverso film a soggetto e documentari l’evoluzione della figura femminile dal boom economico degli anni Sessanta ad oggi; l’urgenza di darci parola per far conoscere la realtà complessa e articolata del pensiero delle donne, in un momento in cui la rappresentazione della donna è come appiattita sul corpo, su un’età sempre giovane, su ruoli stereotipati; l’ambizione di dare maggiore visibilità nello spazio pubblico cagliaritano alle ricche elaborazioni teoriche delle donne, anche al di fuori e al di là dei luoghi tradizionalmente deputati. […]
Il percorso che abbiamo compiuto è stato segnato da molte strade, come molti sono i percorsi delle donne: c’è la lotta per l’emancipazione nella fabbrica e, di conseguenza, dentro le case, la lotta perché l’industrializzazione vien meno, e con lei una parte del nostro sogno di autonomia; c’è il presente di un lavoro di cura affidato a donne che lavorano nelle nostre case, in quelli che erano i nostri ruoli tradizionali, accanto a coloro che amiamo, dopo aver lasciato, per poterlo fare, le persone e i luoghi che amano, spesso con un ultimo sforzo di vita; c’è l’elaborazione di un lavoro immaginato e ridefinito grazie all’esserci, nel lavoro, e all’aver visto cos’è, e al poter scegliere di volerlo diverso.
C’è il corpo umiliato e svenduto delle donne in tv, ridotte a grechine eternamente giovani, bombe del sesso, adulte rese inespressive dalla chirurgia plastica; c’è il corpo violato due volte, dalla violenza sessuale e da quella del tribunale, in cui ci si sofferma sui particolari della vita della vittima e su quelli del rapporto violento; c’è il corpo in transito, in cui il sesso biologico imprigiona un’anima che appartiene al genere opposto, e che, a costo di sofferenze infinite, affronta il viaggio psicologico, ormonale e chirurgico da donna a uomo o da uomo a donna per potersi finalmente unire, e riconoscersi.
C’è poi il femminismo, una parola che nel nostro percorso si è rivelata riduttiva e sfuggente, forse inadeguata per raccontare percorsi molteplici, articolati, diversi, che vanno dalle origini all’oggi, dalle manifestazioni di piazza alle Librerie delle donne, dalla lotta per l’emancipazione e la parità al pensiero della differenza.

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Edited by www.ocos.altervista.org