VENERDì 24 NOVEMBRE 2017, ORE 18.30 : TORNA IL CARCERE – INCONTRO CON L’ASSOCIAZIONE ANTIGONE

Via Montesanto, 28 Cagliari

Prosegue venerdì 24 novembre 2017 alle 18.30 in Via Montesanto 28 a Cagliari, la rassegna “DENTRO. Rassegna cinematografica sulle carceri, i muri, la vita nonostante”, organizzata dal Circolo del Cinema Laboratorio Ventotto.

In compagnia di Claudio Paterniti e Daniele Pulino, membri dell’Associazione Antigone – Per i diritti e le garanzie nel sistema penale, presentiamo e discutiamo il XIII Rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia, significativamente intitolato “TORNA IL CARCERE”.

 

 

 

 

 

 

Torna il carcere” è il titolo del XIII Rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia, presentato il 25 maggio 2017 dall’Associazione Antigone. Le 15 mila unità di cui si è ridotta la popolazione penitenziaria tra il 2010 e il 2015 come esito delle politiche attuate per effetto, tra le altre cose, della sentenza Torregiani, hanno ricominciato silenziosamente a rientrare nelle prigioni. A fronte di un numero di reati considerati gravi in costante decrescita, il numero dei “ristretti” cresce: 1524 detenuti in più solo nel semestre che va dal 31 ottobre 2016 a maggio 2017. Crescono in parallelo il numero delle persone che ritengono che il “problema della criminalità” sia il problema principale e sembrano chiedere, ai fini di una sempre maggiore sicurezza, un’intensificazione delle attività di repressione e un irrigidimento nella commutazione e gestione della pena carceraria. Ma repressione e sicurezza non sono consequenziali: la carcerazione stessa è un strumento politico usato, al bisogno, per enfatizzare o calmare le paure di un paese, come diversivo alla “crisi sociale”, come strumento di consenso e di gestione e conservazione del potere.

“Sicurezza”, “vivibilità dei territori”, “decoro”, “benessere delle comunità territoriali” sono espressioni all’ordine del giorno, strategie che consentono di spostare l’attenzione dalle cause che generano i comportamenti che si vorrebbero impedire alle specificità di soggetti precedentemente individuati e ai contesti ove questi comportamenti si possono manifestare. La reclusione, sia essa carceraria, psichiatrica, burocratica o politica, all’interno o all’esterno delle città, agita attraverso muri fisici e/o psicologici, ha bisogno di una produzione continua di consenso che ne legittimi l’operato; tale legittimazione passa per la costruzione del “nemico”, colui o colei che si può (e si deve) allontanare, isolare, escludere dalla società per il mantenimento dell’ordine e del “benessere collettivo”. Vengono così legittimate l’introduzione di strumenti giuridici e amministrativi che consentono più agevolmente di disporre dell’apertura o chiusura di determinati spazi (pubblici o privati), l’assunzione di nuovi strumenti di sorveglianza su individui e soggetti a volte precedentemente individuati (e criminalizzati) e ai contesti ove questi comportamenti si possono manifestare.

Le forze di polizia e gli amministratori hanno visto crescere di molto i propri poteri operativi , anche per mezzo di una notevole semplificazione procedurale grazie alla quale i loro interventi possono essere più agili e la sanzionabilità delle condotte, sottratta al controllo di garanzia del codice penale, più agevole.

Chi sono le persone in carcere? Secondo il rapporto sono soprattutto nuovi detenuti per pene tendenzialmente brevi, incarcerati per reati contro la proprietà, stranieri spesso irregolari, individui soggetti a tossicodipendenze o diagnosi che denotano fragilità psichiche, ma sono anche persone accusate di “resistenza”, il tipico reato contestato ai poveri, ai ribelli, agli esclusi. Il ritorno alle retoriche securitarie e l’introduzione dei vari “pacchetti sicurezza” fotografa un inasprimento nel meccanismo d’espulsione degli indisponenti, di coloro che per varie ragioni si costituiscono come soggetti “improduttivi” all’interno del sistema in cui viviamo, e allora vengono forzatamente messi a valore sul mercato dell’insicurezza percepita, per generare profitto in termini di tecnologie securitarie e consensi elettorali.

 

 

 

 

 

 

DENTRO. Rassegna cinematografica sulle carceri, i muri, la vita nonostante
Circolo del Cinema Laboratorio Ventotto
laboratorioventotto@gmail.com

 

 

Edited by www.ocos.altervista.org